LE IMMAGINI DEL VIAGGIO NOVEMBRE 2000
Vi vogliamo incuriosire mostrandovi solo dei frammenti delle immagini. A voi la scoperta delle foto che raccontano il nostro viaggio
SENSAZIONI Il Grande Erg. Sotto la tenda ieri notte il vento ci ricopriva di sabbia. Insensati! Ci siamo alzati per pulire il sacco a pelo e spolverare la coperta. Le sagome dei dromedari impassibili a pochi passi. Un attimo dopo il turbine di polvere ci avvolgeva di nuovo. Meglio arrendersi a quei minuscoli granelli. I corpuscoli impalpabili si spargono sul viso e la pelle, si insinuano definitivamente tra i capelli, scrocchiano sotto i denti e si raggrumano nelle mucose di occhi e narici. Oggi c'è il sole, ma ogni tanto cadono grosse gocce d'acqua. Camminiamo a piedi scalzi su concrezioni di cristallo. Dove c'erano dune affiorano dalla sabbia distese di rose del deserto. Sembriamo astronauti che raccolgono campioni di roccia su un nuovo pianeta. Domani, mentre la luce della via di stelle accarezza la curva delle dune, ascolteremo il silenzio. Tra qualche giorno ci giungerà alle orecchie il suono tribale di un flauto. Il prodigio di una gamba di tavolino in metallo su cui sono stati praticati dei semplici fori. Adesso rimane ancora un mistero, che odore ha il Grande Erg? L.V. Stelle dell'Erg Il luogo dove sono stato è altrettanto remoto delle regioni che gli astronomi osservano di notte. Usiamo immaginare che esistano luoghi rari e deliziosi in qualche lontano e più divino angolo del sistema solare, dietro la costellazione di Cassiopea, distante dai rumori e dalle preoccupazioni. Le nostre tende erano situate in un luogo che non solo era realmente appartato, ma che era anche un pezzo di universo sempre nuovo e mai profanato. Se vale la pena di stabilirsi in quelle parti vicine alle Pleiadi o alle Iadi, ad Aldebaran o Altair, allora io già mi ci trovavo; o se non proprio là, per lo meno mi trovavo a pari distanza dalla vita che m'ero lasciata alle spalle, in un luogo che, agli occhi dei nostri più prossimi vicini, era remoto e scintillante come un raggio altrettanto sottile dalle stelle, e visibile anch'esso solo nelle notti senza luna alla fine del Ramadan. (Liberamente adattato da Walden, H.D. Thoreau)