foto della Tunisia Febbraio 2004
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Ecco in alto a sinistra il nostro Hotel MARHALA, luogo di arrivo e partenza del sud della Tunisia; il viaggio è cominciato con un disguido al gruppo dei 5 islandesi che a causa di uno sciopero dei doganieri a PARIGI hanno fortunosamente raggiunto l'isola di Djerba solo il giorno successivo al previsto. Pertanto il gruppo di italiane (erano tutte donne) accompagnate da Veronica, la giovane responsabile di Percorsi Etnici, sono partite per Duirette, le foto in alto a destra, da sole. Marcello è rimasto in attesa a Houmt Souk dell'arrivo da Tunisi dei 5 islandesi. Questi dopo una metà notte passata a Parigi in attesa di un volo per Tunisi, un'altra mezza notte nell'aeroporto di Tunisi bivaccando e in giro alla Medina della capitale, sono finalmente riusciti a prendere un volo per Djerba alle 15,00 del giorno dopo. Ma l'allegria ha preso il sopravvento alla sera quando ci siamo riuniti tutti quanti attorno a una lunga tavolata a Tataouine a cenare con Kous Kous, Pollo, Pesce e Tagine!
Le foto qui sopra sono state scattate nel punto più alto di Duirette. La collina presenta una serie di edifici interconnessi tra loro con corridoi comunicanti che girano ad anelli sui vari livelli sulla cuspide del paese. Purtroppo l'incuria e il tempo hanno parzialmente distrutto queste abitazioni, ma il restauro sta procedendo per ridare un'immagine reale di quello che doveva essere solo pochi anni fa questo splendido esempio di paese architettonicamente ed esteticamente integrato nel crudo ambiente desertico circostante..
A destra l'antica moschea di Chenini a 30 km da Tataouine. E' una delle più antiche del nord Africa, l'architettura ne è la testimonianza. Qui dimorano i sette buoni giganti dormienti che, si racconta nella leggenda, intorno all'anno mille si svegliarono e uscirono dalla loro dimora. Ma guardandosi intorno e vedendo un mondo fatto di violenze e soprusi si richiusero nella loro dimora( nella foto l'ingresso murato all'interno della moschea dove si dice esserci l'accesso alle loro tombe) e si riaddormentarono in attesa di risvegliarsi in un epoca più pacifica. La mosche a nata da una prima gubba di marabutto di una santa, si è sviluppata attorno a questo primo nucleo di edificio. Se si svegliassero ora probabilmente ritornerebbero a dormire...
La tana di un Gerbillo , piccolo roditore del deserto(disegno tratto dal libro di Massimo e Marino Zecchini-Guida ai Pozzi e alle sorgenti). Le varie aperture servono a vie di fughe e anche come canali di aereazione nei periodi estivi quando le temperature raggiungono i 45°-50° C. La sorpresa che abbiamo avuto è stata quella di vedere come il piccolo animale abbia protetto che i rametti secchi tutte le aperture della sua tana, forse per impedire che altri animali potessero accedervi. Un opera di ottima ingegneria e manovalanza messe assieme!
La sosta a un pozzo. Si fa rifornimento d'acqua, di pozzi nel deserto tunisino ce ne sono divesti. Nel nostro itinerario ne incontriamo generalmente due o tre. L'acqua, da quello che riferisce Marino Zecchini, è potabile anche se alcuni hanno una salinità accentuata che però non preclude il gusto. Ma noi aggiungiamo il disinfettante, anche se in metà dose, per sicurezza. Assistere al sollevamento dell'acqua da parted dei beduini è uno spettacolo, in quanto uniscono al movimento ritmato per tirare la corda una nenia che si ripete. Ci abbiamo provato anche noi! Matthildur sfoggia il nuovissimo paio di scarpe fatte a mano dal calzolaio di Sàbria: sono bellissime, ottime per camminare sulla sabbia e costano 25,000 DT.
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